Socializzazione e periodo giovanile
Alessandra Monti
 Il termine “socializzazione” è usato un po’ troppo oggi in cinofilia e non si sa più cosa esattamente significhi.
 
Con “socializzazione” ci riferiamo a uno specifico periodo della vita del cane.
E’ il processo di apprendimento che tutti gli animali devono sperimentare per poter acquisire:
capacità vitali cardine, confidenza e sicurezza nell’ambiente, comunicazione efficace nel gruppo sociale.
Essa si suddivide in socializzazione primaria e secondaria.
La socializzazione primaria avviene tra l’8° e la 12° settimana di vita del cane.
La socializzazione secondaria, invece, va dalla 12° alla 16° settimana.

Nel lupo la finestra di socializzazione si chiude al 21° giorno.

“La socializzazione è chiaramente vitale per tutti i cani, ma abbiamo visto che la tempistica del periodo disponibile varia con le razze”. Dr. Joy Pate (Penn State University)

Tendenzialmente a 4 mesi, la fase di socializzazione è terminata, ma questo non vuol dire che i cani non si debbano più incontrare con altri cani o non fare più esperienze.
 
Molti proprietari di clc si aspettano che il loro cane debba “socializzare” (e con questa parola solitamente intendono che debba rapportarsi in modo gentile, moderato ed educato) con tutti i cani, a qualsiasi età perché in caso contrario: “il mio cane ha un problema comportamentale da risolvere”.
 
Per i clc ogni incontro con un cane nuovo può essere fonte di stress. Questo perché ad ogni nuovo incontro viene messa in atto una strategia comunicativa atta a conoscersi e stabilire il relativo ruolo sociale.
In natura i branchi sono tendenzialmente stabili, non ci sono continui nuovi incontri da fare e sono quindi animali molto sociali all’interno del gruppo famiglia, ma non verso l’esterno.
 
Inoltre, col raggiungimento della maturità sessuale, una grintosa competitività con cani nuovi, dello stesso sesso, è cosa naturale e non certo rara.
 
Passeggiate collettive o incontri nel parco, devono essere organizzati con cognizione, perché molti soggetti patiscono queste situazioni e spesso i proprietari non riescono a leggere i segnali di stress che il loro cane comunica.
 
Anche le “classi di comunicazione”, se si reputa utile o necessario parteciparvi, devono essere guidate solo da persone sensibili ed esperte.
“Le classi di comunicazione sono incontri PROGRAMMATI in cui
INTENZIONALMENTE vengono fatti interagire coppie o un gruppo di cani che INTERAGISCONO LIBERAMENTE senza l’ausilio di stimoli/rinforzi in uno SPAZIO RECINTATO al fine di
MIGLIORARE LE COMPETENZE COMUNICATIVE E RELAZIONALI di uno o più cani per i quali la classe è stata PROGETTATA” Cinzia Stefanini
 
“Il Periodo Giovanile invece inizia a 12 settimane (termine del periodo di socializzazione) e termina al raggiungimento della maturità sessuale (Serpell et al., 2017).
Gli effetti di ciò che accade in questa fase sulla futura personalità del cane sono stati studiati relativamente poco (Serpell et al., 2017), ma alcuni lavori presenti in letteratura (Dehasse, 1994; Foyer et al., 2014; Serpell e Duffy, 2016) parrebbero confermare che le esperienze vissute nell’arco del Periodo Giovanile possano influenzare in maniera duratura quello che sarà il comportamento di un soggetto.
Fox (1971 e 1978), Woolpy e Ginsburg (1967) e Woolpy (1969) hanno altresì rilevato che i cuccioli, sia di lupo che di cane, socializzati all’età di 3 mesi devono continuare a ricevere rinforzi sociali periodici fino a 7 o 8 mesi di età; in caso le stimolazioni vengano a mancare, essi sono portati a regredire. Un cucciolo correttamente socializzato fino all’età di 8 settimane e poi ceduto, può trasformarsi in un soggetto timido, pauroso e difficile da addestrare se lasciato isolato in canile durante il periodo giovanile (Argue, 1999)”.
Nel cane l’omeostasi emotiva (la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna) è strettamente legata al set di mantenimento ovvero all’insieme di variabili esterne (ambiente, persone, situazioni, cose, animali, ecc..) che il cane ha conosciuto e fatto proprie nelle settimane del periodo sensibile e che pertanto reputa familiari.
Maggiore ovviamente è il set di mantenimento, maggiore sarà la capacità dell’animale di mantenere l’omeostasi emotiva.
 
Ma non dimentichiamoci, come dice la dott.ssa Lisa Fiore a proposito dell’epigenetica: “Ciò che è acceso può sempre spegnersi e ciò che è spento può sempre accendersi”.
I geni nel cervello cambiano con l’esperienza ad ogni età, costituendo la base per la nostra capacità di imparare per tutta la vita.