Lupi e uomini
Alessandra Monti
Il lupo è tornato per accompagnarci in un viaggio alla ricerca delle nostre origini, quando, all’inizio del mesolitico*, in Europa, vivevamo come loro.
(*l’età della pietra di mezzo successiva all’ultima glaciazione)
Alimentazione
UOMINI: Basavamo la nostra alimentazione sulla caccia e sulla raccolta.
LUPI: La loro dieta è varia e si adatta alla disponibilità delle prede, includendo anche piante.

Gruppo
UOMINI: Vivevamo in comunità nomadi, composte da piccoli gruppi egualitari anche in termini di genere. Il patriarcato non era ancora stato inventato e la solidarietà flessibile rendeva possibile la sopravvivenza.
LUPI: Un tempo si credeva che i branchi avessero una rigida gerarchia, con lupi alfa, beta, gamma, ecc., fino a omega, i lupi “sottomessi”. Non è così! Essendo una specie difficile da osservare, i primi studi sui lupi sono stati condotti su esemplari in cattività, ossia esemplari di età differenti messi forzatamente a vivere insieme in un recinto di dimensioni limitate. Così si creava un branco “artificiale”, in cui i soggetti si trovano costretti a formare una gerarchia per convivere.

Cooperazione
UOMINI: La nostra sopravvivenza dipendeva dalla cooperazione all’interno del gruppo. Eravamo in grado di intuire se le nostre relazioni con l’ambiente erano in equilibrio. Ci prendevamo cura gli uni degli altri e potevamo contare su di loro nei momenti di bisogno. Senza la solidarietà umana, la sopravvivenza sarebbe stata impossibile
LUPI: Il branco è una struttura sociale in cui caccia, accoppiamento, allevamento della prole e controllo del territorio avvengono in modo cooperativo e integrato.

Allevamento cooperativo
UOMINI: L’allevamento cooperativo dei figli era la chiave del successo della nostra specie. L’antico proverbio africano “per crescere un bambino ci vuole un villaggio” valeva anche nella preistoria. Il concetto “condividere è prendersi cura” non si limitava agli esseri umani, ma includeva anche gli animali e gli spiriti. Gli esseri umani si consideravano parte integrante di un mondo animato e interconnesso. Ogni azione faceva parte di una rete di interdipendenza, e quindi di responsabilità. La morte era solo uno dei modi per cambiare forma e viaggiare tra le sfere. Dato che era integrata nel ciclo della vita, non ci si chiedeva quale fosse il suo significato.
LUPI: Per molti mesi i cuccioli non sono in grado di muoversi col branco, quindi i fratelli e le sorelle più grandi aiutano i genitori ad accudirli e sfamarli.

Comunicazione
UOMINI: La vita era materialmente povera, ma socialmente ed emotivamente ricca. Le relazioni sociali garantivano la nostra sicurezza.
LUPI: La forte socialità dei lupi è legata al sofisticato sistema di interazione che possiedono. L’organizzazione sociale è regolata da un sistema di comunicazione e interazione di gruppo difficile da riscontrare nel regno animale.

Guida
UOMINI: Certe situazioni della vita richiedevano attenzione e cautela particolari. Servivano guide con grande esperienza, buona reputazione e il talento necessario per affrontare le difficoltà.
LUPI: I genitori scelgono quando e dove riposare o andare a caccia, per questo sono definiti “coppia dominante”. Essendo mammiferi monogami, la coppia di solito resta insieme per tutta la vita.

Solitudine
UOMINI: Nella maggior parte dei casi, la solitudine era una condanna a morte.
LUPI: La dispersione rappresenta una fase critica nella vita dei lupi, poiché si trovano a fronteggiare periodi anche lunghi senza la sicurezza del branco e del territorio d’origine. Per questo, il tasso di mortalità per gli individui in dispersione è molto elevato.

Territorio
UOMINI: Una foresta immensa, un sussurro costante. Dapprima betulle e pini, poi salici, pioppi e noccioli nei luoghi umidi, e presto specie termofile come querce, ontani, frassini e olmi. Il Mesolitico è l’era del cervo, del capriolo, dell’uro e del cinghiale, dell’orso bruno e dell’alce, del tasso e della volpe, del lupo e della lince. Cambiavamo spesso gli accampamenti, all’interno di circa 1000 chilometri quadrati, per non spaventare o cacciare troppo la selvaggina, impedendole di riprodursi.
LUPI: Ogni branco occupa una porzione di territorio in modo stabile ed esclusivo, dove i lupi cacciano, allestiscono la tana e si riproducono. La dimensione del territorio dipende dalle qualità ecologiche e da numerosi fattori, come la densità delle prede e il numero di lupi nel branco. La forma e la dimensione del territorio possono subire cambiamenti stagionali legati alla distribuzione delle prede e al periodo riproduttivo. In Italia, dagli studi condotti nell’Appennino centrale, i territori oscillano tra i 120 e i 200 km². Nelle Alpi, invece, i territori minimi hanno dimensioni tra i 150 e i 400 km². All’interno dei territori, i lupi compiono numerosi spostamenti, e nell’arco delle ventiquattro ore, soprattutto di notte, possono percorrere fino a 35-40 km.

Ecosistema
UOMINI: Eravamo animisti, credevamo che il mondo fosse animato da esseri viventi, di cui solo alcuni erano umani. La vita esisteva in quanto relazione con tutti gli altri. L’unica differenza fra noi e gli animali stava nell’aspetto esteriore. L’essere umano non era inteso solo come individuo, ma come il nodo di una rete che includeva anche i non umani.
LUPI: I lupi sono i migliori regolatori naturali delle popolazioni di erbivori in un territorio. Proteggere il lupo significa garantire ecosistemi sani.

 

Chi siamo veramente?
Siamo esseri profondamente sociali, per i quali le relazioni reali sono di fondamentale importanza per il benessere.
“Ci ritroviamo oggi in un deficit sociale. La sola via d’uscita percorribile, adatta ai nostri tempi, è quella di investire in relazioni stabili con persone reali, in relazioni basate sul principio della reciprocità. Dobbiamo finalmente tornare ad assumerci la responsabilità di noi stessi e degli altri, e riconoscere che possiamo sopravvivere a lungo solo in un mondo interconnesso, che includa tutti gli esseri viventi del pianeta. Questo almeno, la nostra antica anima animistica lo capisce subito.” Harald Meller, Kai Michel.

 

Bibliografia
Il mistero della sciamana. Un viaggio archeologico alla scoperta delle nostre origini. Harald Meller, Kai Michel, Feltrinelli 2024.
I testi inerenti al lupo sono tratti da:
www.centrograndicarnivori.it