Distanza
Alessandra Monti

EVITAMENTO:
Di fronte a qualcosa di nuovo che lo spaventa il canelupo tende ad evitare ovvero ad allontanarsi aumentando così la distanza dallo stimolo.
La distanza che mette varia a seconda della sua sensibilità allo stimolo e alla sua capacità di gestirlo.
Raggiunta la “distanza di sicurezza” il cane lupo solitamente passa alla fase di osservazione.

Ho avuto il piacere di osservare dei lupi adulti in un parco in Norvegia mentre affrontavano un nuovo oggetto inserito nel loro territorio. Lo osservano a distanza con un misto di curiosità e timore. Dopo del tempo qualcuno veniva mandato in missione a testare l’oggetto. Poi pausa, sembrava non interessasse più a nessuno. Il giorno dopo l’oggetto era stato fatto in mille pezzi.
Spesso mi sono sentita al posto di quell’oggetto. Mi è stato chiesto di stare distante e ho rispettato la distanza e i tempi richiesti, mi sono sentita osservata a lungo, profondamente anche di nascosto e mi sono lasciata esplorare senza nascondere nulla, nemmeno la mia vulnerabilità, mi hanno dato dei morsi con gli incisivi nel sedere per studiarmi sotto pressione e ho cercato di rilassarmi. “Bene, a questo punto”, mi dico ogni volta “o torna e mi fa a pezzi o decide che gli vado bene”.

Più o meno la stessa tecnica i lupi la usano a caccia, inizialmente se la preda è nuova la osservano e sembra quasi che ne abbiano paura ma la temono solo fin tanto che non ne hanno preso le misure. Studiato l’obiettivo attaccano. Se il lupo è esperto e la preda è impegnativa, il lupo infligge uno, massimo due morsi, alle parti vitali così da uccidere subito la preda ed evitare il rischio di un contrattacco.

DIFESA:
Quando un canelupo non è libero di mettere la distanza che reputa necessaria dallo stimolo che lo spaventa o dal quale diffida (ad esempio a causa del guinzaglio o di un luogo chiuso) si trova costretto a minacciare ringhiando, abbaiando, mordendo nel tentativo di aumentare la distanza.
Il comportamento difensivo diviene particolarmente problematico se il cane scopre che la maggior parte delle cose alle quali ringhia si allontanano.
“Sia che gli stimoli si allontanino spontaneamente, sia che il cane venga allontanato dalla situazione, dal suo punto di vista il comportamento difensivo è efficace e diviene sempre più pronunciato man mano che il cane sviluppa la fiducia necessaria a utilizzare l’aggressività come mezzo di gestione, arrivando a utilizzarla anche quando l’opzione della fuga è possibile”. David Appleby e Jolanda Pluijmakers

 

LA PROSSEMICA:
“La prossemica è la disciplina che studia i gesti, il comportamento, lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione, sia verbale sia non verbale.
Il termine è stato introdotto e coniato dall’antropologo Edward T. Hall nel 1963 per indicare lo studio delle relazioni di vicinanza nella comunicazione”. Wikipedia

Lo spazio che ci separa dagli altri è uno spazio mentale, esiste nella nostra mappa del mondo ed è chiamato spazio prossemico o bolla prossemica.

 

LE DISTANZE
David Appleby e Jolanda Pluijmakers

DISTANZA DI FUGA: distanza entro la quale il cane si allontana da qualsiasi cosa lo spaventi.
DISTANZA CRITICA: distanza entro la quale il cane potrebbe dimostrare comportamenti difensivi nei confronti dello stimolo se non è in grado di allontanarsi.
DISTANZA INTIMA: distanza all’interno della quale il cane decide se entrare in contatto con gli stimoli che ha lasciato passare attraverso la distanza critica.